Lasciati andare pochi minuti e seguimi fuori dalla quotidianità, oltre la frenesia, in una dimensione in cui la misura del tempo è la stessa da mille anni ma scandita tutti giorni in un modo diverso.

Sei su una vecchia strada, di quelle polverose. Con te hai lo stretto necessario: Uno zaino con poche cose dentro: una tenda, delle scarpe per camminare… Sei immerso nel silenzio. Riesci ad ascoltare suoni dimenticati come le foglie mosse dal vento, il suono di un bosco, di un ruscello. Il calore del sole che ti scalda. Una giornata scandita dal sorgere e dal tramontare del sole. Intorno a te c’è pace.

Sei su una vecchia strada, di quelle polverose. Con te hai lo stretto necessario: Uno zaino con poche cose dentro: una tenda, delle scarpe per camminare… Sei immerso nel silenzio. Riesci ad ascoltare suoni dimenticati come le foglie mosse dal vento, il suono di un bosco, di un ruscello. Il calore del sole che ti scalda. Una giornata scandita dal sorgere e dal tramontare del sole. Intorno a te c’è pace.

Ci sei tu ed inizi a parlare con te stesso. Da quanto non lo fai?

Inizi a parlare con gente sconosciuta, viandanti che come te si sono messi in cammino alla ricerca di qualcosa. Chi sono? Come la tua vita può arricchirsi da questo incontro?

Attraverso piccoli borghi, città di cui non conosci nemmeno l’esistenza. Popolate da persone, da beni architettonici realizzati nel corso dei secoli da artisti che si sono ispirati a quelle viste, quelle realtà, quelle strade. Come la tua vita può cambiare dopo avere conosciuto, visitato ed esplorato quei luoghi?

Attraversando pianure, colline, montagne, valli e giungere inaspettatamente davanti l’oceano. Cosa porterai con te, nella tua vita, dopo esserti immerso per tanto tempo in spazi aperti che ti riempiono la mente, lo spirito e il cuore?

Ecco, “Pathfinder – road to Finisterre” vuole essere questo. Un viaggio raccontato in maniera tridimensionale ma con l’immediatezza di pochi strumenti, senza filtri, con leggerezza e semplicità.

Un pellegrinaggio che sia realtà.

Perché il mondo del “camminare” non è una storia preconfezionata. E’ storia di esplorazione di se stessi prima di tutto. Con l’impegno e la fatica di un passo dopo l’altro. Senza fretta.

Il ritmo del viaggio scandito dal tuo corpo, dal ciclo della natura che ti circonda.

E’ cercare un punto di vista differente, permettendo all’ambiente circostante e alle storie degli altri di modificare il nostro approccio alla vita. E’ quel raccontare fino alla nausea l’esperienza fatta. Cercando di includere il prossimo, di trasmettere ad esso le mille sensazioni che abbiamo dentro.

Un viaggio che percorre le vie che sono state, nel corso dei secoli, l’unico modo per spostarsi da un luogo all’altro, rimaste immutate nel corso del tempo, che si popolano di avventurieri alla ricerca di qualcosa. Di se stessi.

Raccontare un cammino, un pellegrinaggio è una storia personale che si intreccia, inevitabilmente, alle storie degli altri, alle storie del territorio in cui passi.

Non basterebbero 6 ore per raccontare tutto.

Ecco perché abbiamo pensato alla creazione di puntate settimanali che saranno trasmesse sul nostro canale YouTube, alle dirette Ig/Facebook quotidiane, coinvolgere vettori radiofonici e a chiedervi di camminare con noi!

Percorrere più di 4000 km nel cuore dell’Europa. Partendo da Santa Maria di Leuca. Percorrendo per la prima volta la Via Jonica del Cammino Materano, includendo varie esperienze abbiamo deciso di percorrere più “strade” differenti diversificando i punti di vista e realizzando il progetto nel progetto.

Cioè l’idea di attraversare l’Italia attraverso vari cammini mettendoli in Rete tra di loro e lanciando l’idea che è possibile muoversi a piedi per il Paese come se ci fosse una grande #piedoviadeicammini.

Saranno percorsi, quindi, i seguenti cammini: Via Jonica, Via Elleinica, Via Peuceta, Via Francigena Traiana, il Tratturo Coast to Coast, Il Cammino del Perdono, il Cammino nelle Terre Mutate, il Cammino di San Benedetto, la Via di Francesco, la Via di Francesco del Nord, la Via Ghibellina, il Cammino di San Jacopo Toscana e la Via Francigena del Nord.

Scoprendo le meraviglie della natura che essi nascondono, cercando di raccontare un Paese che è stato colpito duramente dal Covid-19. Attraverso le storie dei pellegrini, degli abitanti, dei viandanti, di chi vive il territorio e cerca di ricominciare. Attraverso l’arte, il cibo, la storia di questo popolo.

Giungere dalla città al confine montuoso con la Francia. Valicare le alpi per raggiungere luoghi come Carcassonne famosa nel mondo per aver mantenuto la cittadella fortificata in stile medievale. Proseguire verso uno dei luoghi Giacobei nell’anno del giubileo come Tolosa.

Spingersi fino a Somport, alla base dei Pirenei, luogo di partenza del Cammino di Santiago. Percorrere il Cammino Aragonese e poi il Francese. Vivere l’emozione di attraversare i Pirenei ed entrare in Spagna.

Ritrovarsi a dormire in piccoli borghi abitati da poche persone. Sperduti. Giungendo infine a Santiago de Compostela, richiamo di migliaia di pellegrini provenienti da tutto il mondo. Riposarsi davanti la sua Cattedrale e ripartire alla volta delle due città costiere, Muxia e Finisterre.

La fine del Mondo. Ammirare l’alba e il tramonto davanti la vastità dell’oceano.

Questo progetto non vuole raccontare solo la “magia” del mondo dei cammini, le storie di vita dei Pellegrini. Vuole parlare del turismo dei Paesi coinvolti attraverso i paesaggi, la cultura, l’enogastronomia e soprattutto le persone, quelle vere, che vivono il territorio. Vuole coinvolgere le persone, amanti e non del mondo dei cammini, avvicinandoli ad uno stile di vita, ad un modo differente di fare le proprie vacanze, riportando le persone a vivere gli spazi aperti della natura. Vuole includere le esperienze personali, le professioni, diversificare i punti di vista e cercare di raccontare le emozioni che essi producono.

Il viaggio, nel viaggio. Un racconto epico di se stessi e degli altri, un occhio moderno che misura il cambiamento di sé, dell’ alterità e dell’ambiente in passi che in nulla differiscono dall’alba dei tempi.

Il cambiamento della propria vita in un viaggio fatto di riflessioni, bellezze, persone, luoghi. Una grande avventura che vuole raccontare storie di un’umanità varia, di città, paesi, di come il tempo passa ma alcune cose rimangono immutate.

La nostra idea è questa. Semplice.

Un Documentario, fatto da persone che amano vivere all’aria aperta!

I Pilastri

L’inclusione sociale

Il mondo dei Cammini è sempre più frequentato da persone provenienti da tutti gli strati sociali della società. Si può osservare come il camminare, nell’estate del 2020, abbia rappresentato una valida alternativa alle “vacanze” estive “canoniche”. Non solo, quindi, ragazzi con lo zaino in spalla, ma una svariata tipologia di persone anche alle prime armi. Quando parliamo di inclusione sociale ci riferiamo alle diseguaglianze che sono generate dalla mancanza di progettualità, delle strutture presenti per l’accoglienza, da parte dei Comuni, Regioni o enti promotori.

Parliamo dell’inaccessibilità di una parte del territorio nazionali ai mezzi di spostamento di massa, alla miopia con cui gli Enti gestiscono un patrimonio collettivo che, se sfruttato nella giusta misura, può diventare un volano economico.

Per non parlare della mancanza di un piano nazionale integrato pensato per includere e promuovere il turismo lento. La mancanza di visione, in questo senso, ha generato nella collettività l’idea che Camminare, almeno in Italia, sia una cosa per pochi e non per tutti.

Il tema economico rimane un punto di divisione tra le persone. Saper includere significa sapere raccontare e fornire i giusti strumenti culturali affinché le persone possano scegliere i giusti articoli per la loro capacità economica.

Il nostro progetto vuole “Avvicinare” ancor di più le persone tra loro facendo emergere che la diseguaglianza sociale ed economica, tra le persone, si può abbattere sensibilizzando il prossimo alla conoscenza. Infatti la conoscenza del sapere, intesa come “competenza” offre la possibilità di “orientarsi” per scegliere dove dormire, cosa comprare o più semplicemente fornisce alle persone gli strumenti per progettare la propria impresa.

L’inclusione sociale diviene in questo senso il fulcro del racconto dell’esperienza.

The Pathfinder sarà un documentario alla fine del viaggio e nel mentre una narrazione continua attraverso le piattaforme social.

Includere i problemi, manifestarli, raccontarli diviene uno strumento indispensabile per una narrazione reale in un viaggio in tempo reale;

Il Racconto dei Territori

Il “cammino” attraversa inevitabilmente territori, comuni, regioni e Stati. La narrazione del territorio e la valorizzazione delle bellezze naturali, di quelle artistiche, culturali, enogastronomiche ma anche la capacità dei territori di includere in un progetto ampio, strutturato e in prospettiva la crescita e lo sviluppo del proprio territorio, sono temi che non possono non essere raccontati nel nostro progetto.

Il cammino come “strumento” di crescita di una comunità sotto tutti i punti di vista.

Da qui la necessità di fare conoscere ai più questi territori, narrandoli nella maniera in cui l’occhio di chi osserva possa crearsi, in maniera autonoma e non pilotata, la sua opinione rispetto ad alcuni temi.

La scelta di passare per Taranto va in questa direzione (Ilva, problemi del Mezzogiorno, etc etc), la Valle di Susa, senza mai entrare nell’idea “politica” di schieramento partitico. Ma portando a conoscenza storie, disagio sociale, opportunità d’impresa, stravolgimento dei territori e il rispetto e la tutela ambientale.

Le Persone

Assistiamo sempre più di frequente attraverso i social network di come le persone sentano la necessità di “raccontare” la loro storia e rendersi protagonisti, nel loro piccolo, di quello che quotidianamente stanno facendo.

Il problema di fondo, è che queste storie non sono integrate tra loro e molto spesso rimangono in un post su un determinato social network.

Cosa potrebbe accadere se queste storie fossero raccolte, integrate tra loro?

Sicuramente si avrebbe un punto di vista ampio, capace di raccontarci il Paese che stiamo attraversando. Dal Mare alla montagna. Dalla Montagna alla città d’arte.

Una lettura quanto più capillare ma allo stesso tempo complessiva di un Paese che fa molta fatica a riconoscersi, spesso, in valori comuni.

La Strada

Metafora di vita.

Metafora di fatica del passo dopo passo.

Metafora di arricchimento personale.

La strada, la storia.

Ecco la storia delle persone, la capacità narrativa che ognuno di noi ha nel suo piccolo.

Strumento indispensabile per la crescita personale.

La strada come luogo di incontro.

Luogo di crescita personale e comunitaria.

La strada come simbolo.

Raccontare la “strada” significa raccontare sé stessi e come cambia il punto di vista di una persona rispetto a molti temi che non sono più raccontati ma vissuti in prima persona.

Sappiamo da dove partiamo e sappiamo qual è la meta finale.

Quello che non sappiamo è come arriveremo e cosa, lungo la via incontreremo che potrà modificare sensibilmente il nostro essere.

La ricerca di sé stessi, il contatto con il prossimo, la contaminazione dell’ambiente circostante.

Sono questi temi che si integrano quotidianamente in un modo di vivere lontano anni luce dal nostro quotidiano.

Un quotidiano fatto molto spesso dall’”io” e non dal “noi”.

Ecco raccontare la strada significa sapere narrare un’esperienza integrata.

Il progetto

Molto spesso i cammini diventano incubatori d’impresa, valorizzazione di esperienze e in molti casi anche rivalutazione del territorio.

Basti pensare alla spinta socio economica del Cammino nelle Terre Mutate, che offre oggi, la possibilità di rimettersi in “gioco” rispetto ad un recente passato fatto di drammi e disagio.

Ecco saper progettare. Sapersi Progettare.

Saper interagire e dare valore alla propria azione diretta sul territorio, creando occupazione, impresa, cercando di ripopolare aree depresse del Paese, sapere cogliere l’opportunità di “rinascere”.

Questo è un altro punto di vista indispensabile da narrare, almeno per l’Italia, pensando al nostro percorso che attraversa, volutamente, il mezzogiorno e successivamente l’aerea appenninica lontana dalle grandi città catalizzatori d’impresa e di opportunità.

La Comunità

Nodo centrale di una esperienza condivisa, di inclusione di arricchimento personale, culturale e di vita. La difficoltà del saper vivere con gli altri, di sapersi adattare alle necessità altrui, del saper gestire e fare proprie le necessità dell’altro.

Comunità in Cammino.

Un punto di partenza per costruire consapevolezza.

Per cercare di mettere le basi di qualcosa che possa durare oltre il tempo del viaggio. Cercare di fare in modo che le persone quando rientreranno presso le loro abitazioni portino con sé almeno il 5% dei valori che questo progetto vuole trasmettere.

Per creare cittadini più sensibili ai temi di natura sociale, ambientale, economici e culturali.

La Cultura

The Pathfinder fin da subito ha iniziato a promuovere la cultura del mondo dei Cammini, dando voce a tutte quelle esperienze di iniziativa comunitaria e personale che potessero rappresentare un valido strumento di arricchimento culturale e di crescita personale.

Integrando come sempre le esperienze e rendendole fruibili a tutti.

Coinvolgendo quante più persone possibili.

Dopo aver passato gli ultimi 6 mesi a narrare le esperienze altrui, con questo progetto, oggi, vogliamo iniziare a narrare tutte quelle opportunità culturali che esistono in questi 4400 km.

Arte, Architettura, Tradizione popolare, musica, arte figurative. Cioè tutte quelle forme di espressione artistica che rendono il nostro patrimonio culturale uno dei più vasti del Mondo (Italia).

Raccontare, per la Francia e la Spagna, quello che non si conosce mantenendo un occhio vigile ed attento. Senza paragoni di bassa lega. Ma valorizzando, anche in questa occasione, le esperienze altrui ed imparare da esse.