Le Storie

I primi passi sul GR653D

Passare il confine al Monginevro è stata per noi una grandissima emozione. Dopo 2000km siamo giunti alle porte di Francia. Iniziare a scendere verso Gap circondati dalle Alpi ci ha tolto il fiato!

Abbiamo intercettato una storia fatta di dolore e di grande umanità . L’abbiamo incontrata in Val di Susa e l’abbiamo seguita fin dopo il confine.

Vi siete mai chiesti cosa accade dopo gli sbarchi dei migranti nel nostro Paese? Dopo che queste persone affrontano un viaggio lungo sui gommoni e le barche. Dopo che riescono ad arrivare in Italia… cosa accade???

Ecco noi l’abbiamo toccata con mano. Risvegliandoci dal nostro torpore del non sapere.

Molti dei migranti cercano di arrivare in Francia e scelgono di passare proprio al Monginevro. Arrivano ad Oulx non attrezzati per passare le Alpi, spesso d’inverno. Molti hanno tentato di farlo con le infradito o con abiti non adeguati. Molti hanno perso la vita, altri un arto a causa del congelamento. Come sempre, quando si parla di migranti c’è anche chi se ne approfitta “vendendo” loro dei passaggi per oltrepassare il confine, ma lasciandoli appena prima di esso, dove i nomi dei comuni italiani hanno i nomi francesi.

Siamo stati ad Oulx in quello che una volta era l’ospitale dei pellegrini poi riconvertito in centro di accoglienza. Abbiamo visto con i nostri occhi i migranti arrivare, a volte famiglie intere.

Molti provengono dalla rotta dei Balcani. Arrivano la mattina vengono accolti e la sera stessa partono per provare ad attraversare il confine.

Dall’altra parte ci sono i francesi. Ci dicono che la notte sono appostati lungo i sentieri con i binocoli a raggi infrarossi. C’è chi riesce a passare il confine e riesce ad arrivare all’altro ospitale adibito ad accoglienza che si trova a Briacon. Altri vengono fermati e rimandati indietro. Di altri se ne perde traccia.

Iniziando a scendere lungo il GR653D si incontrano vestiti abbandonati sugli alberi, lungo il sentiero. Per lo più giacche invernali, sciarpe e scarpe. Non abbiamo capito se sono i volontari che lasciano lì le cose per i migranti o se sono loro che iniziando la discesa gli abbandonano. Il risultato non cambia. La rotta dei migranti che cercano una vita migliore passa sulle strade dei pellegrini. Non puoi non vederli. Non puoi fare finta che non esista il problema. Forse, anche questo è Cammino.

La discesa della prima tappa è impegnativa. Il peso dello zaino si sente. Tenda, sacco a pelo, materassino e fornelletto. Peso che nei primi 2000 km non era nel nostro zaino. Va bene così! Andiamo avanti alla scoperta della Francia che pochi hanno visto. Ogni nuovo passo è una scoperta. Ogni nuovo passo è un’emozione. Ogni passo è un passo in meno verso Santiago!

Buon Cammino

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